Azienda
Mission
Che cosa Siway fa ogni giorno, e per chi. Chi sceglie un gestionale sceglie anche un modo di ragionare, e di solito lo scopre al terzo mese: questa pagina prova a dirlo prima.
La nostra missione è rendere la logistica delle merci più semplice, per il più ampio numero possibile di aziende, utilizzando tecnologia abbinata ad un solido e concreto know how di processo.
Una missione dice che cosa un'azienda fa ogni giorno, e per chi. Non è un obiettivo da raggiungere né una lettura del mercato: quella è la visione. Questa è la metà che si può verificare guardando il lavoro.
La frase qui sopra contiene tre affermazioni distinte, e ognuna comporta qualcosa di concreto per chi deve scegliere un fornitore.
Che cosa vuol dire «più semplice»
Non l'interfaccia. La semplicità che conta in logistica si misura in passaggi: quanti gesti servono a un operatore per chiudere una missione di prelievo, quante volte lo stesso dato viene riscritto a mano, quanti fogli girano fra il magazzino e l'ufficio, quante telefonate servono per sapere dov'è un ordine.
Sono quantità che si contano davvero, prima e dopo. Un flusso in cui la stessa bolla viene ricopiata tre volte non diventa semplice perché lo schermo è fatto bene: diventa semplice quando le ricopiature sono due, poi una, poi nessuna. Finché restano, la complessità non è sparita — si è spostata su chi lavora, ed è lì che produce gli errori che poi si chiamano resi.
Semplificare, in questo senso, quasi sempre vuol dire togliere: un passaggio, un documento, un controllo che esiste solo perché il passaggio prima non era affidabile.
«Per il più ampio numero possibile di aziende»
Questa parte dice qualcosa sul mercato, non su di noi. Il software di logistica evoluto — pianificazione dei viaggi, missioni di prelievo, inventario rotativo, lotti e scadenze — è storicamente arrivato a chi aveva due cose insieme: un budget da progetto pluriennale e una struttura interna capace di seguirlo. Chi non aveva né l'uno né l'altra ha continuato con il foglio di calcolo e la carta, e non perché non gli servisse.
Allargare quel numero non è una cortesia: è un vincolo che si paga in progettazione. Un prodotto pensato anche per chi non ha un reparto informatico dietro deve poter partire senza un progetto pluriennale e senza che qualcuno, in azienda, faccia da traduttore fra il fornitore e il magazzino. Sono scelte che si fanno mentre si costruisce, non mentre si vende.
Che cosa renda raggiungibile una tecnologia è scritto per esteso nella visione, che è dove quel criterio nasce — ed è lì la differenza fra le due pagine: là è il modo di guardare un'azienda, cioè che non ne esistono di piccole, medie o grandi; qui è quello che quel modo di guardare impone a chi il software lo costruisce.
Tecnologia, e conoscenza dei processi
L'ultima parte della frase mette due cose sullo stesso piano, e l'ordine in cui si applicano non è indifferente: la tecnologia da sola esegue il flusso che trova. Se quel flusso ha un difetto, lo esegue più in fretta e su più persone contemporaneamente.
È il motivo per cui l'analisi del processo viene prima del software e non dopo — che è, con altre parole, quello che promette la pagina Consulting: si guarda come merce e dati si muovono davvero, non come dovrebbero muoversi secondo la procedura scritta tre anni fa. Le due pagine dicono la stessa cosa da due lati, e conviene leggerle insieme: qui è una missione, lì è un lavoro che si compra.
Dove porta
Semplificare è anche quello che il marchio promette da sempre: sotto la parola SIWAY c'è scritto Simplify your business. La missione è quella riga aperta — che cosa vuol dire semplificare, per chi, e con che cosa.
Se stai valutando un fornitore e vuoi sapere che cosa cambierebbe nel tuo caso, la risposta non sta in questa pagina: sta nel tuo flusso. Raccontacelo.